venerdì 2 maggio 2014

Libri e non solo. Gli oggetti che escono di casa e la rendono migliore

E' davvero stupefacente vedere quante cose pian piano se ne possono andare.
Ormai siamo circa a metà del mio progetto annuale.
Eh sì, è passato altro tempo. Siamo a maggio e io ho cominciato a dicembre.
Siamo quindi al giorno 146.

Cosa si è aggiunto alla mia lista di oggetti declutterati?:
- messo in vendita*: 25 oggetti
- 24 libri
- 1 peluche

 
- regalato: 21  oggetti
- 1 libro
-  20 capi di vestiario

 - buttato:  3 oggetti
-  1 crema mani scaduta da anni e quasi finita
- 1 thermos che non "teneva"
- 1 lenzuolo piccolo, macchiato e liso


E' sconvolgente. Davvero. Perchè ero sinceramente convinta di avere già tolto dall'armadio tutto quanto era inutile conservare. Ed ero ancora più convinta che i miei amati, amatissimi libri...beh, ormai fossero ridotti all'essenziale.

Declutterare i libri.
I libri.
I libri?!?!
Eh sì. I libri.
I libri sono la mia ultima frontiera.
Perchè i libri sono speciali, perchè i libri sono amori, perchè i libri non sono oggetti.
EH?! Aspetta.
I libri NON sono oggetti?!?!?! Ah no?
Sono fatti di carta, colla e inchiostro. Occupano spazio. Necessitano di essere spolverati, sistemati.
SONO oggetti.
Oggetti "speciali", per me. Saranno sempre speciali.
Ma ora che ho capito che in realtà anche loro sono oggetti, che anche dei libri posso liberarmi se non li amo più, o se non li ho mai amati, sto meglio.
E la mia libreria comincia a respirare.
Pochi giorni fa ho contattato il Libraccio.it per vendere libri (questo meriterà un post a parte).
E non libri qualsiasi.
I libri universitari della mia prima laurea. La laurea che ho amato, che ho scelto, che ho studiato allo sfinimento e che porto nel cuore.
Sono lì' da oltre 10 anni. ERANO lì da oltre 10 anni.
Ora devo solo perfezionare la vendita, e un enorme scaffale della mia libreria vita si vuoterà.
Certo, è spazio libero. Ma è anche altro.
E' consapevolezza che quel tempo è finito. Che la vita poi mi ha portato altrove. Ad altre scelte.
Che quei testi non li userò più, non io.
E ora, a non averli davanti, ma già impilati nello scatolone, mi accorgo di quanto mi addolorava, ogni giorno, averli lì. Averli davanti, a ricordarmi quello che ero una volta.
A ricordami che ho dovuto fare scelte non facili.
Scelte che ormai sono consolidate, che ora sono parte del quotidiano.
A che scopo allora costringermi ogni giorno a ricordare quel passato? I bei ricordi ce li ho lo stesso. E ora mi sento davvero meglio. 

Riassumendo, dopo questo primo conteggio, siamo a:

 - messo in vendita*: 67  oggetti
- 58 libri
- 4 capi di vestiario
- 1 paio di scarpe
- 1 sveglia
- 2 peluche
- 1 cd

- regalato:  46 oggetti
- 6 soprammobili
- 29 capi di vestiario
- 6 pezzi di biancheria (asciugamani, lenzuola...)
- 1 servomuto
- 3 stoviglie (pentole, piatti...)
- 1 libro

 - buttato: 30 oggetti
- 6 soprammobili
- 5 cd masterizzati
- 3 stoviglie sbeccate
- 2 cosmetici
- 10 paia di scarpe
- 2 imballaggi speciali
- 1 thermos
- 1 lenzuolo


Totale: 143 oggetti.
Ancora non ho raggiunto l'obiettivo "un oggetto al giorno", ma insomma..ci stiamo avvicinando. E comunque sia...143 oggetti, in 146 giorni? Se vedeste quanto è piccola casa mia vi chiedereste, come me...ma dove diavolo era, tutta questa roba???

...to be continued!

giovedì 24 aprile 2014

...finirà buttato via.


I romanzi vecchiotti di Palahniuk sono tra le mie letture preferite. Non Fight Club, che nella mia classifica personale sta ben sotto a Soffocare, o al grandioso Ninnananna.
Ma anche in Fight Club ho sempre trovato spunti interessanti.
Come questo.
Tutto quello di cui potrai mai andare fiero finirà buttato via.*

Sto ripensando a questa cosa, nelle ultime settimane. E mi trovo ad essere sempre più d'accordo.
All'inizio pensarci mi ha fatto sentire triste. Poi qualcosa è cambiato,e  non capivo bene cosa.
In ogni caso, lo trovavo e lo trovo vero: gli oggetti, le cose, le cianfrusaglie, le foto, le lettere ...tutto ciò che PER ME è bello è prezioso è un ricordo e così via...per qualcun altro un giorno non sarà altro che roba in più di cui liberarsi.

E' successo a me con mia nonna. Per dirne una.
La sua casa stipata di cose. Quasi tutte finite nella pattumiera, o dal robivecchi. 
Oggi guardo casa di mia suocera, sempre più piena, sempre più murata di oggetti oggettini ricordi souvenir cose. Guardo quella casa con l'occhio di chi, un giorno, dovrà occuparsi di sgomberare impacchettare spostare gestire.
Guardo quella casa e penso alla casa dei miei genitori, molto meno piena, molto meno traboccante, ma sempre troppo, troppo farcita di cose di oggetti di tutto.
Cosa faremo, poi, di tutte quelle cose?
Dovremo trasportarle noi, negli scatoloni, forzando le braccia, asciungandoci il viso dal sudore e starnutendo per la polvere che sempre si sprigiona.
Noi. Io e mio marito. Saremo noi i depositari di tutte quelle cose ormai svuotate di significato.
Ci pensavo mentre mettevo mano alla libreria, indecisa se portare o no via alcuni libri.
Ci pensavo e mi è tornato in mente Fight Club.

Se la nostra via finirà come pare sia destinata a finire, noi due e basta a condividerla, chi mai si occuperà di svuotare la nostra casa e imballare le nostre cose per portarle...dove?
Nessuno. O forse qualcuno lo fa comunque. Immagino di sì. Le case vengono svuotate e tutto viene buttato.

E' un po' triste a pensarci, nulla avrà importanza, prima o poi.
Ma d'altro canto...d'altro canto...pensandoci ancora...questo non fa che incitarmi ad accumulare meno: A tenere solo ciò che davvero voglio.

Un giorno tutto finirà buttato via, è inutile che io mi affanni a riempirmi di cose come se questo mi rendesse immortale.

Le cose, per quanto ora mi sembrino irrinunciabili, un giorno verranno guardate e gettate senza un pensiero.

Non so come spiegarla, la sensazione di leggerezza che avverto affiorare sotto la tristezza.
In fondo niente è così importante, nulla che venga usato fino a consumarsi è poi così irrinunciabile. Ciò che io amo ha valore per me. Adesso. Posso godermelo ora. Perchè tanto nessuno lo farà poi al mio posto.
Forse un giorno qualcuno vorrà tenere un ricordo della mia esistenza, una foto, o un libro. O che so. Ma UNA foto, o UN libro. E tutto il resto sarà solo altra spazzatura da portare via.
Con questa consapevolezza in mente, inizio a muovermi più leggera in casa.
E a rendere a sua volta più leggera la casa.




* Fight Club, C. Palahniuk


lunedì 14 aprile 2014

Decluttering armadio. Cambio di stagione? Intanto decluttering di stagione.



Con la primavera arriva inesorabile QUEL momento: quello del CAMBIO DI STAGIONE.
Nei miei ricordi infantili, il cambio di stagione lo faceva mia madre, di pessimo umore.
In famiglia eravamo tre, e non è che abitassimo in una reggia: ma ogni anno per lei era un delirio, spostare tutto su e giù tra armadi, ante, cassetti.
Ripensandoci, ora che vedo casa dei miei genitori con altri occhi, mia madre TENEVA TUTTO.
Mi ha cresciuta nel motto "non sprecare" e nella consapevolezza che "non ci sono soldi, ragazza!", e questo non è stato poi negativo...ma mi ha anche cresciuta nel "non buttarlo che se poi ti serve...". E questo non è sempre il massimo.
Sul perchè mi sono già dilungata un sacco di volte.
Che senso ha, tanto per dire, tenere 50 magliette mezze rovinate, alcune talmente imbarazzanti che non le userai MAI PIU? Perchè magari neanche ti entrano più tutte, tra l'altro.
Che senso ha, tenere lì tutto. Anche cose che, davvero, non userai. MAI.
Ecco, io non sono come lei.
Io non tengo tutto. L'ho imparato negli anni.
Ho imparato presto anche a non fare acquisti impulsivi: dopo un paio di volte in cui mi sono accorta di aver speso soldi per qualcosa che non avrei usato, mi sono imposta di stare attenta.
E questo rende "il cambio di stagione" meno mostruoso.
Il mio armadio non è particolarmente ricco, almeno non mi pare(va). Ma quest'anno, quest'anno ho deciso che ho bisogno di più organizzazione. Perchè avere pochi vestiti ma incasinati non ha senso.
E organizzazione, per me, ormai va di pari passo con decluttering.
Fare spazio, far circolare l'aria. Regalare. Vendere. Buttare.

Quando si parla di abbigliamento le prime "opposizioni" istintive al decluttering sono:
- ma come "dare via"?! Mi è costato soldi
- ma come?! E' usato! E chi lo vuole?
- ma come?! Lo portavo 15 anni fa quella sera...quanti ricordi!

Sul "mi è costato" c'è sempre da dire che...non è che a tenerlo in armadio i soldi ti tornano in tasca!
Sull'usato...beh...un sacco di gente non si fa problemi, io per prima, se è usato lavato e ben tenuto!
Sul "viale dei ricordi"....quella sua maglietta fina non è che dobbiamo averla sempre sotto il naso per ricordarci che era tanto stretta al punto che. Che poi se era tanto stretta magari oggi neanche ci entra più dalla testa. lasciamo stare.

Armata di queste convinzioni, ho deciso di affrontare ogni recesso del mio armadio. Perchè, ripensandoci, ho ricordato che tanti anni fa, traslocando, lasciai a casa dei miei genitori un'intera antastipata di roba.
E quindi, prima ho attaccato l'armadio in casa mia. Poi quello dai miei.
E il risultato è, come sempre, piuttosto sorprendente.
Perchè la memoria falsa le cose, spesso. E io, che sto declutterando lenta ma inesorabile, mi ero autoconvinta di aver già fatto tanto, a livello abbigliamento. E invece no.
E invece, dedicandomici con la calma e la determinazione di un carroarmato in lento movimento..ecco che scopro che posso liberarmi di tanta roba. Ma tanta.

Poi scopro anche, oh beh, bisogna accettarle, le scoperte, che in effetti non è che io abbia tutta sta roba bella. E  tutto molto usato, molto liso, molto sformato.
E quindi nei prossimi giorni pianificherò qualche acquisto.
Dovrei procurarmi una camicetta di un colore chiaro e un paio di magliette di cotone.
A lavorare uso solo di queste, e averne in totale 3 di cui una ormai allo stremo non è il massimo.
In ogni caso...ecco i risultati del mio frugare in ogni dove.
C'è quasi da vergognarsi. Sarà un anno che non compro roba...ma neanche ne mettevo via seriamente: possibile che spuntino cose risalenti alla mia adolescenza??? E parliamo anche di cose di 20 anni fa. Ma via!

Ed ecco il risultato. Le prime due foto sono i miei possedimenti PRE "cambio di stagione".



Casino generale Anta 2
Casino generale Anta 1

Metto tra virgolette perchè non è un vero e proprio "cambio di stagione": in realtà io divido più che altro la roba invernale dal resto, che poi viene usato nelle altre 3 stagioni.
Camicette, maglie, gonne, più o meno le uso sempre, con o senza calze o maglione sopra o canottiera sotto.
E quindi ho deciso di spostare solo la roba invernale, lasciando a portata di mano tutto quello che userò da qui ad ottobre! Ciò che manca è già nei sacchi davanti al conventone dei frati (il progetto un oggetto al giorno si è portato avanti, oggi!!!). Yes!

Sopra: inverno. Sotto: primavera/estate/autunno
Anta 2 (casa dei miei)

Qui e qui ci sono alcune "colleghe di decluttering" armadio.

venerdì 11 aprile 2014

Io e il biologico. Biologico del supermercato vs "natura sì" & company

Leggere l'etichetta, quando si compra qualcosa, è un gesto sano e utile. Si imparano tante cose, tipo che stai praticamente mangiando paraffina, in certi casi, o che quello che credevi fosse un innocente yogurt è in realtà una cosa strana che contiene ingredienti un po' troppo imprevisti.
Una mia parente è specializzata nel comprare cose "pronte", quelle cose per me abbastanza schifezzose che non sai mai bene cosa DAVVERO abbiano dentro.
Sarà stato anche grazie al suo esempio insalubre, che io sono sempre stata un po' più attenta.
Cerco di guardare cosa compro, chi lo produce, cosa contiene, cosette così.
Ultimamente una collega si è "fissata" con il cibo biologico.
E dico fissata perchè è passata dal nutrirsi solo di roba precotta al dirmi "ahhh no, il riso se non è bio io non lo compro. Sono bio questi frollini?"
"Li ho fatti io."
"con farina bio?"
"No."
"ah, allora no grazie".
Boh, io non sono così rigida. Lo ammetto.
Cerco di comprare cose "semplici", questo sì, cioè niente cose troppo lavorate, esempio minestroni già fatti, zuppette, arrosti pronti o dolci...e così via.
Ma un lato di me è sempre stato molto attratto dal "biologico", pur con molte riserve.
E così sto iniziando a interessarmi un po' più seriamente alla cosa.
E ho cercato, un po' per me un po' per la collega.
Perchè neanche lei naviga proprio nell'oro. E insomma, qui casca l'asino. E mica solo lui.
I prodotti bio spesso costano come oro puro!!!!
Qui vicino ci sono un paio di negozi super bio, "Naura sì" è uno e l'altro è di un'altra catena.
Ci ho fatto qualche giro dentro, e devo dire che sono estremamente attraenti, a livello visivo.
Entri dentro e ti senti già più sano. Però poi butti l'occhio sui prezzi e scopri che un kg di farina ti costa 5 euro.
E pensi, o almeno io penso "eccheccazzo!!!".
Perchè poi dopo la farina guardo il resto, e scopro che per comprare 4-5 cosette dovrei lasciargli 30 euro almeno.
Anche no. Grazie.
E così sto sperimentando le varie linee bio dei supermercati.
Per ora ho provato
- Viviverde Coop: non ha tantissime cose, ma visto che io uso il tofu e il seitan (e non ho ancora imparato a farlo in casa), per me va benissimo.
Il prodotto mi piace, e non ha nulla da invidiare ai fratelli più titolati e cari.
- linea bio del Lidl: al mio Lidl non si trova quasi nulla, ma in un altro posto hanno molto più cose. E sono molto buone. E con un prezzo DECENTE.
Cercando in giro ho scoperto che ormai quasi tutte le catene di supermercati hanno la linea biologica (Famila, Pam, Conad, e sicuramente anche gli altri)...sarà mica che il bio sta diventano una moda come tante?
Continua a rendermi perplessa il MOSTRUOSO rincaro dei prezzi sul bio.
E lo so che al contadino costa di più.
Aiuto mio padre nel suo enorme orto. E SO per esperienza (sudata e faticosa esperienza) che, come dice lui, "l'orto vuole l'uomo morto": se non lavori come una bestia, non ricavi molto. Però, per la miseria, quei prezzi sono comunque da presa per il culo!!!!

Io, insomma, per il momento mi sto trovando molto bene con Coop e Lidl, e credo proprio che natura sì e quell'altro bio fighetto non mi vedranno per un bel pezzo.
Anche perchè non compro molta roba, per cui non mi serve un intero supermercato biologico!La verdura la prendo di stagione dall'orto.
Compro la farina al mulino per pane e pizza.
Per lo yogurt c'è la yogurtiera.
Non comprando nè merendine nè creme spalmabili, non ho bisogno di cercarle, nè bio  nè non.
Ecco, resta la carne, che non compro bio. Ne mangiamo pochetta, e fino ad ora non mi sono messa a cercarla col certificato bio.

La collega al momento compra di tutto...e dopo essersi spesa mezzo stipendio..si sta convertendo al biologico - non - figo, anche se lei è dell'idea che " se costa tanto è buono, se costa meno...c'è del marcio".
mah, quasi quasi le consiglio L'economista mascherato.


sabato 29 marzo 2014

Un oggetto al giorno. Come sta andando. Bilancio di quasi 4 mesi.

E così, prosegue il progettino. Via un oggetto al giorno.
In effetti, ho imparato una cosa: un oggetto al giorno è meglio di un sacco di oggetti ogni tanto.
La prima volta che mi sono avvicinata alla libreria, decisa a sfoltire un po', ho raccolto una decina di libri.
Poi per qualche giorno mi sono fermata, mi sembrava di non avere più libri da dare via.
Mi sembrava che valesse la pena di fare il lavoro solo se avessi trovato almeno 5 -6 libri da mettere da parte...ma il risultato di questo pensiero è stato che mi sono un po' arenata.
Così mi sono imposta di ricominciare pensando davvero a UN SOLO oggetto al GIORNO.
Passando per le stanze, e soprattutto davanti alla libreria, mi sono detta: UNA COSA SOLA, non cercare di svuotare casa.
E gira gira, prendi una cosa oggi e una domani...si aggiungono alla borsa per Mercatopoli:
- 20 libri
- 1 sveglia (a forma di blue jeans, ricevuta in regalo quando ero ancora preadolescente)
E a quella per il cassonetto
- 1 lampada a pile a forma di...non so cosa, e pure rotta.

Quindi, facendo un bilancio,a quasi un terzo del progetto:

 nei primi 112 giorni ho:

- messo in vendita*: 42 oggetti
- 34 libri
- 4 capi di vestiario
- 1 paio di scarpe
- 1 sveglia
- 1 peluche
- 1 cd

- regalato:  25 oggetti
- 6 soprammobili
- 9 capi di vestiario
- 6 pezzi di biancheria (asciugamani, lenzuola...)
- 1 servomuto
- 3 stoviglie (pentole, piatti...)

 - buttato: 27
- 6 soprammobili
- 5 cd masterizzati
 - 3 stoviglie sbeccate
- 1 mascara secchissimo
- 10 paia di scarpe
- 2 imballaggi speciali

Peccato non poter contare nel regalato  la marea di posate che ho distribuito in giro (non ne ho mai comprata una, ma ne ho ereditate un sacco da "corredi" altrui!). Ma questo l'ho fatto PRIMA di iniziare ufficialmente il progetto..e quindi ...non vale!TOTALE: 94 oggetti.

Considerando che ho avuto un periodo di "pausa"...non male. Chissà se alla fine dei 12 mesi saranno davvero 365. Forse no, dopotutto non faccio acquisti da mesi e continuo solo a "togliere": prima o poi potrei rimanere solo con le cose che voglio veramente.

 O forse no? Dopotutto..sei mesi fa non mi sarei liberata di certe cose. E oggi l'ho fatto.
Forse tra sei mesi qualcosa che oggi mi fa dire "tu resti qui" passerà nel sacco del "vai pure".
Per ora si continua. Piano piano. E la libreria, intanto, resta sempre piena...



* Tutti gli oggetti sono a Mercatopoli, cioè FUORI da casa mia (gran cosa!). Ciò che non sarà venduto verrà regalato ad associazioni.


domenica 16 marzo 2014

Un oggetto al giorno...decluttering scarpe

Nelle ultime settimane, tra il riposo forzato post intervento e altri problemi, il mio progetto "un oggetto al giorno" è andato al rallentatore.
Non è stato solo per questo, però: il progetto comincia a dare frutti, e inizia a non essere più così facile trovare l'oggetto da declutterare.
E' una bella sensazione, quella di avere sempre più spazio in casa, sempre meno roba inutile.
Una delle poche zone che non avevo ancora affrontato era la zona scarpe.
Non ne compro tante, mi dicevo, non ne avrò tante.
E invece.
E invece in più di 30 anni di vita, le scarpe si accumulano. Perchè magari non sono ancora da buttare, no? Dopotutto le ho pagate, giusto? E se un giorno le voglio mettere, poi?
E così, diciamo che in 20 anni circa di acquisti, quasi tutte le scarpe comprate sono poi rimaste lì, usate o meno.

Sono andata a frugare, con in testa 2 concetti molto semplici:
1) ho solo 2 piedi, non mi servono certo 10-20 paia di scarpe;
2) ormai porto solo scarpe da tennis o decolletè dal tacco medio basso rigorosamente nero o beige, tutto il resto non mi serve.


Bene, armata di queste due semplici certezze ecco che se ne sono andate:
-3 paia di "zeppe" di quelle di stoffa e corda, di quando avevo 15-16 anni, di una scomodità pazzesca,
- 1 paio di sandali ROSA acceso dal tacco almeno 10: cosa diamine mi ha mai spinto a comprarle? Una crisi di idiozia?
- 2 paia di vecchie scarpe da tennis ormai sfondate che usavo per andare nel campo.
- 1 paio di stivaletti a tronchetto o come si chiamano, che andavano di moda quando ero ragazzina e che sono sempre stati orrendi.
- 4 terrificanti paia di sandali che avevo comprato al mercato 10-15 anni fa...avevo 20 anni e credevo che qualsiasi orrendo mucchietto di plastica fosse una scarpa.

Le scarpe sfonde via, pattume, idem le zeppe,  le altre vedremo se le vuole mercatopoli.
Ora il ripiano dove teniamo le scarpe è decisamente più organizzato.
Sono rimaste:
- 2 paia di stivali
- 2 paia di decolletè nere (un paio però è quasi in fin di vita...prossimo giro di decluttering mi sa che non la scampa...)
- 2 paia di scarpe da ginnastica nere
- 1 paio di decolletè beige.
Alla fine mi sa che ha più scarpe mio marito di me. Anche per lui urge buttare almeno la roba deforme e ormai sfonda.


E  così, il bilancio delle ultime settimane di decluttering è:
- 11 paia di scarpe
- un paio di vecchi imballaggi che tenevo se mai avessi dovuto spedire roba fragile (e quando mai?)

Ora che sto meglio voglio fare un secondo giro nella libreria. So che potrò liberarmi di altro.

venerdì 7 marzo 2014

Risparmiare ...utilizzando (saponette da hotel, campioni di creme e profumi...)

In questi ultimi mesi le mie spese mediche sono vertiginosamente aumentate, e così ho avuto più bisogno e più tempo (sapete quanto può durare l'attesa che un medico ti riceva?) per cercare piccoli trucchi per risparmiare.
E mi sono definitivamente convinta di una cosa:

 PER RISPARMIARE, MEGLIO UTILIZZARE

Spesso facciamo scorta di prodotti, di oggetti, di mille cose che "un giorno potrebbero servire", che teniamo da parte "per l'occasione giusta".
Poi cosa succede?
Succede che l'occasione giusta non è mai abbastanza giusta, succede che a forza di tenere da parte le cose le dimentichiamo.
Succede anche che scadano.
Non sto parlando di cibo (anche se il discorso è decisamente valido anche in questo senso), ma di cosmetici, vestiti, profumi, candele e così via.
Le creme per il viso, per il corpo, per le mani NON hanno vita eterna. 
I profumi prima o poi deperiscono, perdono il loro bouquet e diventano alcool e basta.
Le candele profumate stessa cosa, i vestiti passano di moda o diventano piccoli, rovinati e quant'altro.

E allora cosa si fa...se ne comprano altri.
Uno spreco insensato.
Anche perchè a forza di comprare e mettere da parte ci troviamo sommersi da oggetti.
Molto molto meglio organizzare quello che si ha e iniziare a utilizzarlo. 
Prima di tutto, una bella operazione di decluttering ci sta bene: eliminare ciò che ormai è inutilizzabile (creme per il viso ormai fossili, profumi che ormai sono solo boccette piene di liquido, candele mummificate).
Poi...organizziamo le nostre SCORTE.

Io ho fatto così: ho preso una vecchia scatola di latta che aveva contenuto tisane, divisa in 8 scomparti, e ho messo tuuuuutti tutti i miei campioncini.
- 2 scomparti per le creme per il viso (sono quelle più abbondanti)
- 1 per profumini (flaconicini, miniature, cartoline profumate)
- 1 per creme "varie": creme all'aloe per scottature, gel di aloe, gel all'arnica, gel per dolori muscolari
- 1 per detergenti viso
- 1 per creme corpo profumose
- 1 per creme corpo anticellulite, idrantanti etc.
- 1 per bagnoschiuma

Ho poi una scatolina a parte per campioni di shampoo, balsamo e maschere per capelli.

Prima di organizzare tutto in questo modo NON TROVAVO MAI NIENTE, e finiva che non usavo niente.
Anche perchè spesso i campioncini più "succosi" quasi mi dispiaceva usarli, a causa di pensieri sbagliati come "questo profumo è troppo buono per usarlo per andar a lavorare", "questa super cremina devo usarla per un'occasione importante" e così via.
Basta.
Ho sistemato tutto per bene e ora li utilizzo regolarmente.
Questo mi permette 
1- di risparmiare un sacco: da mesi non compro creme, detergenti, profumi
2- di non accumulare prodotti su prodotti.
Il mio bagno ora è molto più ordinato, e soprattutto sto utilizzando tutti i prodotti che mi sono stati regalati, che ho ricevuto da siti internet o che mi hanno dato da provare in profumeria, farmacia, erboristeria etc.

Un altro oggettino simpatico che tutti abbiamo in casa ma quasi nessuno usa sono le SAPONETTE degli ALBERGHI.
Scagli la prima pietra chi non ha in qualche cassetto almeno un paio di saponette da hotel.
Ecco.
Solo che spesso finiscono da qualche parte a prendere polvere e non servono a nulla.
Un primo e basilare utilizzo è: al posto della saponetta normale.
Lo so, sembra la scoperta dell'acqua calda, ma una mia piccola indagine tra familiari e amici mi fa pensare che non lo sia.
Moltissime persone non utilizzano questi saponi, li "tengono perchè non si sa mai."
Ma a cosa dovrebbe servire un sapone se non a lavarsi?
Certo, sono saponette piccoline, non durano tanto.
E che problema c'è? Quando una è finita, la si sostituisce con un'altra.
Sono andata alla ricerca di tutte le saponette che avevo raccolto in anni di viaggetti.
Ho preso un barattolo e le ho raccolte tutte lì. Saranno una trentina.
E così ho cominciato a utilizzarle al posto della normale saponetta.
Finchè non sono finite, niente acquisti al supermercato.
Se proprio non vi va di rinunciare alla bella saponetta grande, potete sempre metterli in mezzo alla biancheria nei cassetti per profumarla (se sono un po' profumati, ovviamente), o potete utilizzarli nel bagno degli ospiti, se lo avete.

La cosa importante è USARE le cose che avete.
Non aspettate l'occasione perfetta per usare quel profumo che vi piace.
Non importa se è un campione piccolo: se vi piace moltissimo una volta finito potrete sempre compralo, basta segnarsi che profumo è.
Utilizzate i campioni di creme, o regalateli a chi li usa (decluttering decluttering!!!).
Utilizzate quell'enorme flacone di crema corpo che tenete da parte per quando avrete davvero tempo di coccolarvi.
Trovate il tempo. Non ci vuole un'ora per spalmarsi un po' di crema idratante.

Il risultato è ottimo, e almeno triplice:
- risparmio: molti meno acquisti
- decluttering: meno roba in giro
- ecologia: meno sprechi.

Esistono anche utilizzi alternativi: es. una crema può essere utilizzata per lucidare scarpe e altre cose, un sapone può esser usato (da chi è capace) per farne sapone liquido, ma anche senza sforzarci tanto possiamo già fare molto.
USARE. NON SPRECARE. NON ACCUMULARE PER POI BUTTARE.